La loro semplicità e immediatezza d’uso, unita a rendimenti meccanici sempre più simili a quanto proposto dai tradizionali cambi powershift, li ha resi una scelta prioritaria anche da parte di quegli operatori che impiegano principalmente i propri trattori nelle attività pesanti in campo e che quindi no a ieri tendevano a privilegiare le trasmissioni powershift. Merito soprattutto di un’impostazione progettuale basata su un sistema epicicloidale che ridistribuisce in maniera progressiva e continua la coppia motrice erogata dal propulsore termico su componenti idraulici o meccanici a seconda della velocità di avanzamento, del regime motore e del carico voluti dall’operatore.
Meccanici i maggiori rendimenti
Così concepito un cvt realizza infiniti rapporti di trasmissione fra motore e ruote, ottimizzando di conseguenza l’efficienza della macchina, obiettivo perseguito anche mediante una programmazione del sistema che alle velocità più usate in sede di lavoro fa lavorare solo la componente meccanica, foriera di maggiori rendimenti rispetto a quella idraulica. Una volt uscita dal cambio la coppia motrice viene poi ripartita sulle ruote in maniera univoca, nel senso che gli assi anteriore e posteriore sono fra loro collegati da organi meccanici che realizzano un rapporto sso e predefinito. Una soluzione tanto semplice quanto e cliente che non a caso tutti i costruttori propongono e che Claas è addirittura arrivata a specializzare in funzione del profilo di missione cui devono rispondere i vari modelli.
Da 125 a 653 cavalli
La gamma “Cmatic”, denominazione con cui il Marchio tedesco identifica i suoi trattori equipaggiati con trasmissioni a variazione continua, copre in effetti un range prestazionale che spazia tra i 125 e i 653 cavalli abbracciando cinque diverse serie di trattori, ciascuna delle quali si orienta ad attività ben precise. Gli “Arion 500” e gli “Arion 600”, le serie entry level della gamma “Cmatic”, sono dei campo aperto di me- dia potenza, caratterizzati da masse a terra comprese fra i cinque mila 950 e i sette mi- la 860 chili, sviluppati in un’ottica di estrema versatilità e quindi in grado di operare con successo anche in azienda nelle attività di movimentazione e di manutenzione. In funzione del loro pro lo di missione, le potenze massime spaziano fra i 125 e i 205 cavalli erogati da motori a quattro e a sei cilindri di derivazione “Dps”, “Deere Power System”, che si abbinano a trasmissioni continue di progettazione originale Claas se- rie “Eq 200” ed “Eq 220”. Entrambi i gruppi operano mediante un sistema idrostatico cui si a affiancano un doppio cambio di velocità meccanico di tipo epicicloidale e un gruppo frizioni che ne gestisce l’inserimento, così da realizzare di fatto un powershift a due stadi.
Idrostatica ideale per le accelerazioni
Alle basse velocità prevale il funzionamento idrostatico, ma tale contributo va via via affievolendosi a favore del funzionamento meccanico man mano che la velocità di la- voro sale, no ad azzerarsi del tutto in corrispondenza delle velocità di lavoro statistica- mente più utilizzate. Al raggiungimento dei 20 chilometri all’ora e in combinazione co vari parametri funzionali del motore si ottiene il passaggio al secondo gruppo epicicloidale che rilancia la componente idrostatica invertendo le funzioni fra pompa e moto- re, così da permettere al trattore di avanzare verso velocità superiori. Grazie a tale ciò il trattore opera alle velocità di maggior utilizzo esclusivamente per via meccanica e ciò permette di enfatizzare i rendimenti globali assimilandoli a quelli di una tradizionale trasmissione powershift.
Diversa invece la concezione e le soluzioni costruttive alla base dei cambi a variazione continua che equipaggiano i campo aperto di alta e altissima potenza serie “Axion 800” e “Axion 900”, gruppi accomunati dalla produzione targata Zf, ma differenti in termini di versioni. Gli “Axion 800” propongono in e etti cambi “Tmg25” e “Tmg28”, mentre gli “Axion 900” beneficiano di trasmissioni “Tmg45”, fermo restando comunque il fatto che entrambi i gruppi sono concettualmente simili fra loro, essendo impostati sulla base di gruppi epicicloidali che realizzano la parte meccanica attraverso inserimenti gestiti da frizioni elettroidrauliche che di fatto simulano l’azione dei powershift non facendo mai mancare la coppia motrice alle ruote durante i passaggi di rapporto.


